Povere ma belle: il docufilm su Un Taglio Solidale.

uts_post1Un Taglio Solidale è l’incontro che RiccioCapriccio dedica alle donne che vivono uno stato di precarietà, disoccupazione, disagio economico, pensione minima.
Chiediamo loro raccontarci la storia che stanno vivendo mentre noi le facciamo belle con un taglio di capelli e una piega pensata apposta per ognuna.
Alla fine, la nostra cliente speciale paga solo 8 euro di cui 3 vengono devolute al C.A.M. Centro Ascolto uomini maltrattanti, il primo in Italia che si occupa di sostenere gli uomini che vogliono smettere i comportamenti violenti.
Un Taglio Solidale non è una promozione ma un impegno sociale, il nostro attivismo a favore del diritto di essere e sentirsi curate SEMPRE.
In questi due anni di impegno, abbiamo cercato di diffondere l’iniziativa il più possibile: vogliamo che le donne smettano di vergognarsi della loro condizione, quella di precarie e di disoccupate, che non hanno scelto. Per questo, siamo stati felicissimi di incontrare Riccardo e Viviana Di Russo, fratello e sorella, registi e autori del premiato Mie care mamme, miei cari papà, un documentario sui bambini delle famiglie arcobaleno.
Ci hanno proposto di girare un docufilm dedicato a Un Taglio Solidale: Povere ma belle, in collaborazione con RaiCinema. post2
Il 16 marzo li abbiamo invitati ad assistere alla nostra iniziativa: hanno potuto così parlare con le donne presenti, vedere i loro volti trasformarsi, capire quanta fatica e quanti sacrifici ci sono dietro la vita di chi va avanti come può.
Abbiamo posto loro alcune domande sulla realizzazione del documentario e sulla visione delle donne in crisi.

1) Come avete conosciuto Un Taglio Solidale?
Durante una toccante serata all’Auditorium di Roma, realizzata in favore del C.A.M., il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti. Stavamo preparando “Mia o di Nessuno”, il nostro ultimo docu-film sul tema del femminicidio, realizzato l’anno scorso per RaiCinema. Quella sera, tra gli interventi, ci fu quello di Alessandra Di Pietro, giornalista, che, appunto, raccontò dell’iniziativa di Taglio Solidale e della donazione delle donne che vi partecipavano.

2) Com’è nata l’idea di questo docufilm?
E’ nata dal desiderio di entrare in punta di piedi, con il cuore, con fiducia, in un terreno tanto sofferto come quello della crisi economica. E’ un tono di racconto che abbiamo cercato anche nei nostri precedenti lavori, su altri temi forti ed attuali come l’integrazione degli immigrati, i figli delle coppie omosessuali, il femminicidio. Stavolta abbiamo voluto in primo piano le donne, la loro fatica, la loro forza. E la solidarietà come chiave di condivisione autentica nei momenti di difficoltà.

3) Che cosa vi prefiggete di raccontare?

Il microcosmo che ruota attorno ad una giornata di Taglio Solidale. Storie di donne, tanto diverse tra loro eppure accomunate dalla stessa difficoltà di ritrovarsi a vivere nella precarietà economica e professionale. Vite capovolte, vite in bilico, vite in attesa. Realtà di donne che hanno perso molto ma che forse stanno imparando di più. Donne che, nonostante tutto, non rinunciano alla dignità e la bellezza di essere donna. Sempre e comunque.

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