Storia ordinaria di amore e di bellezza

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Articolo di Monica Di Sisto, giornalista e attivista, pioniera nella pratica di altre economiche e nella loro narrazione, che fa il punto della campagna Un Taglio Solidale su Comune-info.net, un eccellente sito di informazione indipendente dedicato al bene comune e alle esperienze di de-crescite e nuove crescite.

Alessandra ha un bel negozio di parrucchiere a Roma, zona San Giovanni. RiccioCapriccio non solo utilizza prodotti naturali ma ha lanciato un’iniziativa unica in Italia: il Taglio solidale. Un mercoledì al mese un taglio di capelli a otto euro, di cui tre euro vanno a finanziare il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, associazione che sostiene gli uomini decisi ad affrontare i loro comportamenti violenti. La proposta ha avuto un grande successo, centinaia di donne precarie frequentano questo negozio. Ora l’idea è di creare una rete cittadina per raccogliere centri d’estetica, palestre, yoga, laboratori che mettono a disposizione almeno una giornata del mese a prezzo basso, e destinino una parte del prezzo a un’iniziativa di solidarietà. «L’obiettivo è costruire un calendario talmente pieno che le nostre donne in crisi non abbiano un giorno in cui non volersi bene». Il cambiamento, insomma, passa per gli interstizi della quotidianità delle persone comuni, dove le relazioni di cooperazione e solidarietà possono irridere il dogma del profitto perfino con una messa in piega.
di Monica Di Sisto

Team RiccioCapriccioEsiste una crisi straordinaria. Quella che ti sorprende a tradimento, con una malattia, uno sfratto, un licenziamento, o un fallimento. Poi c’è «La» crisi. Quella tutta al femminile che atterra donne, all’apparenza, inscalfibili. Studiano, lavorano nell’editoria, nello spettacolo, nella cultura precaria di questi tempi. Donne che si fermano per qualche settimana, o per qualche mese, per un anno. Magari per fare un figlio. E ad un certo punto realizzano di essere rimaste tagliate fuori. Anche se hanno qualcosa da parte, un tetto sulla testa, scivolano nell’angoscia, fino a diventare invisibili. Alessandra Pucci a Roma ha un bel negozio di parrucchiere, dove arrivi con le spalle a San Giovanni e gli occhi persi nel Colosseo (via San Giovanni Laterano 22). Molte volte ci si passa manifestando, ma ti ci puoi soffermare anche perché ti colpiscono i colori e la musica a palla. Le risate e le facce di donne uniche riflesse negli specchi grandi, dove guardano chi sono e immaginano chi diventeranno tra pochi minuti. Quando La crisi femmina ti colpisce, ti segna nella bellezza quotidiana, nella certezza che avevi di poterti trasformare sotto mani rassicuranti in una diva o solo in te stessa, con un tocco di forbice o di colore.

«Mi chiamavano, sempre più clienti, e mi dicevano che dovevano tagliare qualcosa, e cominciavano dai capelli» mi racconta Alessandra nel salotto ammezzato, dove chiacchieriamo insieme a Simona, che la aiuta nella comunicazione, Carmen, un’attrice e doppiatrice precaria sua cliente e Franco, il compagno e socio di Alessandra. Grazie a loro RiccioCapriccio, eco-parrucchiere dedicato ai prodotti naturali (non testati su animali), in un equilibrio olistico tra etica ed estetica dove anche la lampadina si accende solo grazie a fonti rinnovabili, ha lanciato un’iniziativa unica in Italia: il Taglio solidale. «Non è una promozione, mi raccomando – precisa Alessandra – ma un mercoledì al mese in cui ci si può prenotare per farsi fare un taglio di capelli a otto euro». Un prezzo minimo, di cui tre euro vanno a finanziare il Cam, Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, associazione che sostiene quegli uomini decisi ad affrontare i loro comportamenti aggressivi e violenti, insieme alle compagne, nella relazione. Una scelta scomoda, quella di sostenere il Cam: «Credo che sia importante, per chi si rende conto di avere un problema con la violenza, di avere la possibilità di fare un percorso di riabilitazione con la propria compagna, che magari lo ama, ci ha fatto dei figli e non lo vuole cancellare con una passata di straccio. Eppure va difesa, magari non dalle botte ma da quelle piccole sevizie quotidiane fatte di divieti, di gelosie, di ricatti».

Ogni terzo mercoledì del mese
Iniziativa RiccioCapriccio_Salone2Entro i primi sette giorni del mese tutte le donne precarie, in crisi o semplicemente con pochi soldi in tasca possono telefonare in negozio e prenotare il proprio posto per il terzo mercoledì, quello del Taglio solidale. Il riscontro dei primi mesi è stato straordinario: a febbraio gli appuntamenti solidali erano già tutti esauriti fino a maggio: «Le mie clienti del mercoledì sono tutte donne belle – assicura Alessandra – che creano in negozio un’atmosfera allegra e piena di energie positive. Tra noi si innesca spontaneamente uno scambio. C’è, ad esempio, chi ha perso il lavoro e fa le collane d’artigianato. Una mia cliente me n’ha portata una in regalo, l’ho indossata, e altre clienti mi hanno chiesto chi l’avesse fatta e le ho messe in contatto. Altre ragazze dovevano affrontare un esame, o un colloquio di lavoro: si sono sentite meglio e alla fine è andata alla grande. Se ti vedi bella ce la fai ad uscire dal guscio, a recuperare sicurezza, autostima, proprio le prime cose che la crisi ti porta via».

Il concetto è potentissimo: paghi poco, quello che puoi, senza dover dire grazie a nessuno, e a tua volta sai che con parte di quel poco sei solidale con delle donne che vivono un problema terribile, quello della violenza di coppia, e ne vogliono uscire, grazie al Cam con i loro compagni. «Non ti devi vergognare – continua Alessandra – devi capire e far capire che tu non sei la tua situazione. Anzi, scegliendo il Taglio solidale denunci le cause della tua difficoltà, ti vuoi bene, e la tua esperienza può essere utile a qualcun altro che, magari, non sa uscire dai suoi problemi e invece lo fa quando realizza che ci sono altre donne in difficoltà che non rinunciano a farsi belle e a essere solidali». Un taglio, una piega, quattro chiacchiere e ti ritrovi bella, preziosa: «E poi ci metti la faccia – continua Alessandra – perché alle nostre clienti chiediamo di farsi fotografare e definirsi. Sul nostro sito e su facebook le pubblichiamo: non ti chiediamo di certificare i tuoi problemi, ma puntiamo sulla tua coscienza e ti chiediamo di diventare “testimonial” e promotore dell’iniziativa, col tuo viso, il tuo sorriso».

Senza un filo di trucco
Carmen UTSCarmen, attrice, doppiatrice e precaria, è il volto di una delle tre foto con cui Un Taglio Solidale si è aggiudicato il premio FuturoDonna, il primo Concorso nazionale di fotografia femminile organizzato dall’Associazione onlus FuturoDonna di Trieste, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. «Dolce vita, caro vita, la crisi economica vista e fotografata con gli occhi delle donne era il tema del concorso, e io la mia faccia ce l’ho messa – racconta Carmen – perché ero una cliente affezionata di Alessandra. Poi la crisi ha tagliato anche i budget dei teatri, il doppiaggio. L’Italia funziona male e per clientele, e così mi sono ritrovata senza lavorare per mesi, senza avere neanche i soldi del caffè, non mi vergogno di dirlo. Ho tagliato il parrucchiere, certo, ma se non avessi avuto il mio compagno di tutta una vita su cui contare non so come avrei fatto. Quando ho saputo della possibilità del Taglio solidale ho subito telefonato. A febbraio sono rientrata in negozio ed è stato bellissimo sentirmi accolta, coccolata. Sono entrata stanchissima, senza un filo di trucco eppure quella foto, scattata col Taglio solidale appena fatto, raccontava tutto di me, della mia bellezza ritrovata. E abbiamo vinto persino un premio».

Ora l’idea è di far crescere il progetto e trasformarlo in una vera e propria rete cittadina per le donne: «L’8 maggio è nata l’associazione Un taglio solidale – annuncia Alessandra – e vogliamo che si moltiplichino gli esercizi – centri d’estetica, palestre, yoga, laboratori – che mettono a disposizione delle donne in difficoltà almeno una giornata del mese a prezzo basso, e destinino una parte del prezzo ad un’iniziativa di solidarietà. L’obiettivo è costruire un calendario talmente pieno che le nostre donne in crisi non abbiano un giorno in cui non volersi bene».

È politica, questa? Noi, come Simona, pensiamo proprio di si: «Io vengo da un centro sociale, La Strada, ed ora partecipo alle attività della Casetta Rossa della Garbatella. La chiusura che abbiamo avuto anche noi compagni nel pensare che alcune idee, alcune pratiche, passino solo in determinati circuiti, va superata. Se qualcuno viene qui in negozio e non sa che cosa significhi prodotto naturale, o energia rinnovabile, lo impara tra lo shampoo e la messa in piega. Immaginiamo, a volte, che tutte le piccole scelte quotidiane che rendono la nostra vita migliore siano legate a prodotti o pratiche difficili, o costosissime. E invece qui li trovi, veri e accessibili. È sempre un pezzo de l’altro mondo possibile che costruiamo in tanti là fuori. È meno utile? Meno efficace di una riunione? Di un seminario? Non credo, perché entra nel quotidiano e lo cambia, con la leggerezza penetrante di un tweet».

Vedi l’articolo su Comune-info.net.

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